VENICE MARATHON 2018 – Dalla 10K alla 42K in 5 mesi

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VENICE MARATHON 2018 – Dalla 10K alla 42K in 5 mesi

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Matteo Mastrovita ha iniziato la sua avventura di corsa nel 2007. Il suo unico pensiero, in quel momento, era di sfruttare i chilometri in cambio di una perdita ponderale e sentirsi di nuovo attivo dopo un periodo di sedentarietà. È stato subito attratto dal metodo d’allenamento dell’Americano Jeff Galloway il quale prevede di alternare, alla corsa, tratti di camminata come recupero per tutta la maratona. “I primi anni ho corso solo per me, ottenendo un bel 3:50 alla maratona di Trieste nel 2010. Poi, quando è arrivato il mio primogenito, ho dovuto darmi una calmata. Così ho pensato che sarebbe stato bello aiutare gli altri a raggiungere i loro obiettivi di corsa.” Ha fatto il corso con Jeff Galloway quando è venuto a Milano e ha iniziato la sua prima esperienza da pacer portando un gruppetto di dieci persone all’arrivo di una maratona. “Anche per gli addetti ai lavori è difficile comprendere che l’impegno e la determinazione per dare il massimo non sono esclusiva dei top runner ma anche (e, talvolta, soprattutto) di quelli che arrivano in fondo alla gara. Non è una passeggiata della salute ma la propria espressione dello sforzo massimo e vanno rispettati.”I consigli d’allenamento

- Tre allenamenti alla settimana sono ideali. Due durante la settimana, dai 30 ai 60 minuti e, poi, uno nel weekend più lungo. Si aumenta la distanza del lungo di 2 chilometri ogni due settimane per adattare il fisico e la mente alla distanza. In tutto vengono fuori tre allenamenti sopra i 20 chilometri e tre sopra i 30 chilometri, incluso l’ultimo.

- Nota speciale per l’allenamento più lungo: la distanza massima si raggiunge ad un mese dalla gara (weekend del 29/30 di settembre) percorrendo 37/38 chilometri.

- Aggiungete cross training, come bici o nuoto a volontà.

Come Matteo condurrà in gara il gruppo delle 5/6 ore:

Per arrivare in fondo alla maratona nel tempo di 6 ore l’atleta non può solo camminare (troppo lento) e non può solo correre (troppo logorante a quei ritmi). Così ha trovato che la combinazione di due minuti di corsa e un minuto di camminata – dalla partenza all’arrivo – è ideale. È vero che alla partenza tutti ci guardano strano ma nella seconda parte della gara la soddisfazione di superare altri concorrenti è fortemente motivante.”

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