IO CE L’HO FATTA!

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IO CE L’HO FATTA!

Le vere testimonianze di chi ha realizzato il proprio sogno attraverso il metodo Galloway!

MIRIAM R. – Maratoneta veterana

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MASSIMILIANO T. – Maratona di Roma 2015 (Roma)

22.03.2015 una  data che fino a poco tempo fa segnava solo il compleanno del mio Vecchio ma da  ora segna qualcosa di incredibile per me ed inimmaginabile solo al pensiero di  correre per 42 Km e 195 metri, anzi a chi me lo avrebbe detto gli avrei  risposto: “te sei un pazzo!”. Comunque bando alle ciance il 22.03.2015 è una data  da ricordare ma più importante è stato conoscere te coach, persona spettacolare  che non molla mai (come me) e che ha sempre il sorriso sulle labbra. Un giorno  di settembre per caso mentre spulciavo su internet degli articoli sulla maratona di Roma noto il post  con scritto dalla “POLTRONA ALLA PRIMA MARATONA”,  con un pò di curiosità  mando una mail a Matteo Mastrovita che con il suo entusiasmo mi coinvolge in questo progetto di 30 settimane di allenamenti ma sopratutto di emozioni  che scopri solo correndo. Il coach (così chiamo Matteo) è stato sempre un punto  di riferimento, mai una parola fuori posto anzi mi ha sostenuto in tutto. Comunque dopo il lungo periodo di preparazione, arriva il giorno della verità, dove lì si  vede di che pasta sei perchè come dicono i maratoneti…” la maratona si corre si  con le gambe ma sopratutto con la testa” è quella che devi allenare a reggere uno sforzo lungo 42 Km e 195 metri. La mattina  del 22 non m i sento in gran  forma anzi, (piove pure) non ho dormito quasi nulla e ho tutti i tipi di dolori.  Alle ore 9.00 circa partiamo anche noi (eravamo un gruppo di 10 persone) e  comincia l’avventura. Durante tutta la gara ad ogni chilometro si vive un’emozione diversa (sinceramente ricordo poco e niente) ma dal 30 Km la fatica  inizia a farsi sentire e il coach se ne accorge (anche se non me lo ha detto  mai) e comincia tutto una serie di consigli ed imitazioni (si perchè è molto  bravo a fare Verdone…”in che senso?”) e cosi facendomi distrarre  continuo fino al 40 km quando  all’ultimo ristoro vedo Matteo che ha la forza ancora di farsi pure un balletto  con il personale del ristoro e penso ” Sei grande coach” veramente una persona  fuori dal comune. Ultimo chilometro tutto in discesa vedo il traguardo, il coach ci prende tutti per mano tagliamo il traguardo con addirittura la canzone  Roma Capoccia, un’emozione indescrivibile che ripaga tutti gli allenamenti  fatti al freddo, al mattino presto (ore 05.00 di Dicembre) dove tutti tranne la mia grande moglie che mi sorreggeva mentalmente, mi dicevano o con  sorrisetti o a parole che non l’avrei mai portata a termine… invece io ce l’ho fatta contro tutto e tutti grazie Coach grazie di tutto.

ELISA P. – Maratona di Roma 2015 (Roma)

L’idea di correre una maratona, o di fare qualcosa da “grande”, forse è sempre stata dentro di me. Forse doveva solo maturare. È così in un giorno qualsiasi di ottobre, senza  rendermene conto, la mia avventura è iniziata. In questo periodo ho incontrato tante persone, ho affrontato tante sfide e…. ho vinto! All’inizio del percorso, il giorno della maratona sembrava distante, ma poi le uscite, i lunghi, i temutissimi magic mile si sono succeduti ad una velocità inesorabile e costante e il 22 marzo è arrivato, carico di emozioni, aspettative, paure….Cosa ha significato correre la mia prima maratona, nella mia città per giunta? Durante la gara, l ‘adrenalina della partenza, ha lasciato il posto allo stupore nello scoprire risorse sempre nuove nei momenti di fatica. 42195 metri, voluti, sognati, sudati. Non è stato semplice
ma non ho pensato mai neanche per un attimo di mollare; arrivare e tagliare il traguardo era prioritario. Già dal 36 mo km quando ormai i chilometri ancora da percorrere erano pochi, l’emozione ha iniziato a salire…Arrivata a piazza Venezia, a poche centinaia di metri dal traguardo, ho iniziato a percepire uno strano e piacevole senso di pace, di soddisfazione. Sentivo tutto un po’ ovattato attorno a me, il respiro inciampava su se stesso, la commozione e le lacrime salivano; mi sembrava di vedere la scena fuori dal corpo. Tagliato il traguardo tutto é stato un po’ confuso; freddo, stanchezza, commozione, gli occhi di mio marito che mi guardavano orgogliosi, l’abbraccio di chi, stanco come me, concludeva un’impresa. Tante emozioni, troppo intense che difficilmente possono essere descritte a parole senza sminuirne la portata. Ho tagliato il traguardo con i miei compagni di strada, Tiziana, Massimiliano e Matteo , che non finirò mai di ringraziare per avermi portato per mano in questo viaggio! La sera, sul divano, con le immagini di questa giornata incredibile che scorrevano ancora nella mente, si è insinuata una sorta di incertezza sul da farsi… Avevo bisogno subito di un altro obiettivo. In fin dei conti ho trovato la forza per preparare e portare a termine una maratona, posso affrontare la vita con la certezza di avere risorse infinite!!! Alla prossima!

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DEBORA T. – Giulietta e Romeo Half Marathon 2015 (Verona)
“Volevo ringraziarti Matteo,  per aver contribuito con la tua pazienza, la tua fiducia , i tuoi consigli , la tua  umanità,  la tua positività ad andare avanti km dopo km….un passo alla volta…per spronarmi a non mollare e arrivare in fondo alla mia prima mezza maratona…Il vento forte,  i disagi ora del corpo ora della mente  mi hanno fatto sentire la potenza dell’energia che possiamo sentire …. ma che solo  con la fiducia e la tenacia possono essere sempre, trasformarsi e migliorare se lo vogliamo.
C’è sempre molto da imparare e da migliorare  su se stessi ..ma Volere è potere…La tua presenza il tuo aiuto  è stato davvero prezioso!
Come ben scrivi in questo sito  si parte dalla poltrona, per andare incontro alle cose belle,  che la Vita ci può offrire.
Con stima e trovata amicizia un meraviglioso grazie Matteo !!!”

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LOREDANA B. – Venice Marathon 2012
“Per me la prima maratona, ed è stato un sogno, che porterò sempre nel mio cuore, un’ esperienza che ancora oggi mi ripeto “non è da tutti”, ma io ce lo fatta, malgrado le condizioni attomosferiche avverse, ma sono arrivata al traguardo, incredula, con una grande gioia nel cuore, ti ringrazierò sempre Matteo, perchè se ho cominciato ha correre è stato per merito tuo, io che di sport non ne ho voluto mai sapere, sei riuscito ha trasmettermi quella passione, che a distanza di due anni continuo ha portare avanti, il metodo galloway è stato il miglior modo per avvicinarsi alla corsa, senza fare fatica. Grazie di cuore per averti incontrato nella mia vita e per avermi trasmetto la passione per la corsa, che per me è vita, e come dice mio marito se ce l’ha fatta mia moglie, nulla è impossibile a chiunque.”

THOMAS S. – Venice Marathon 2012
“Ricordo molto volentieri Venezia 2012,  infatti sono una di quelle persone che da 0 (quindi dalla poltrona)  ho iniziato a correre a gennaio dello stesso anno ed ha concluso la sua prima maratona ad ottobre,  e  grazie al metodo Galloway il giorno dopo stavo da Dio! Inoltre  credo che correndo e camminando si riesce a condividere maggiormente l’esperienza della maratona con i propri compagni d’avventura.”

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MIRIAN R. – Verona Marathon 2013
“Se adesso amo la corsa è grazie a Matteo Mastrovita e al metodo Galloway, è vero che all’inizio è faticoso ma quando si vedono i risultati (sono dimagrita) senti più energie e soprattutto ti cambia la vita!!! Pensare che dopo 6 mesi ho fatto la mia prima maratona ed è stata un’ esperienza meravigliosa!  È andata alla grande , grazie Matteo ! Poco più di due anni che ho iniziato con te a correre e adesso mi trovo quasi ogni domenica a gareggiare! La corsa è vita!!!! E lo devo tutto al tuo metodo!!! ”

CRISTINA T. – Verona Marathon 2013
“Correre un 42,195 era un altro mio sogno nel cassetto. Finalmente in maggio del 2013 i miei 2 sogni più grandi cominciarono a realizzarsi. Per mezzo di un bigliettino trovato dal panettiere di fiducia mi misi in contatto con Matteo Mastrovita, un sogno si realizzava, correvo con un gruppo ogni mercoledì sera al parco Querini a Vicenza. Non ci potevo credere quando ci propose di correre la mitica 42, alzai la mano, un altro sogno che si realizzava. Convinsi anche il mio amico di corse a partecipare. Contavo i giorni perchè arrivasse presto il mercoledì sera, gli allenamenti, il sudore, la gioia di condividere in gruppo lo stesso sogno. Arrivò finalmente il giorno della gara. Ricordo con emozione i conteggi fatti in gruppo, per arrivare entro le 5 ore, 6 minuti a km , dovremmo farcela. Ricordo con emozione quella mattina, tutti insieme con il nostro coach che ci diceva che lui avrebbe usato il metodo galloway degli interval break , come i nostri allenamenti, 5 minuti di corsa uno di camminata. Noi del gruppo eravamo molto scettici. Il momento della partenza per me fu molto emozionante. Un mare di persone con mille colori diversi con lo stesso obiettivo, arrivare all’ arrivo . Lo sparo, credevo di vomitare, stavo male, oddio fammi arrivare all’ arrivo. Iniziammo a correre 6 minuti a km. Osservammo che Mastrovita Matteo , il nostro coach, sebbene faceva la camminata era più veloce di Noi. Io e il mio amico Roberto decidemmo di seguirlo. Non sembrava di fare una gara, si parlava, si scherzava, si correva, si facevano le pause, si superava. Senza accorgermi si arrivò a i 21 km, come è possibile , pensai io, non sono stanca, Allora dissi” ragazzi vi spiace se vado?” Matteo mi disse” vai  io continuo con  questo ritmo”. Ricordo il mio sorriso, la gioia che provavo mentre correvo, facevo 10 minuti di corsa e uno di recupero.  Arrivai con mia grande sorpresa al trentesimo km senza accorgermi, fantastico, sentivo la pelle d’ oca, sentivo un brivido freddo lungo la schiena emozione a dismisura, non ci credevo, non ero stanca, correvo e mi piaceva, camminavo e recuperavo per poi correre più veloce.  Ecco sono ai 42, ma come di già??!! , guardai il tempo, fantastico non ci credevo. Sparai le mie ultime risorse…sentii il mio nome al microfono, corsi gli ultimi 195 metri su di un tappeto rosso come fossi la prma a tagliare il tragaurdo, mi sentivo un eroina. gli applausi  persone che gridavano” brava”. 4 ore e 24 Mi misi a piangere. Arrivai per prima del gruppo. Com’ era possibile , ho camminato, ho corso, ma soprattutto mi sono divertita ed non ero stanca, non lo ero. Devo ringraziare il mio amico/coach Matteo Mastrovita per  questa esperienza, per averci portato così in alto, si in alto perchè quel giorno io, Roberto, Miriam, Luca, Patrizia, assieme a Matteo e il suo metodo galloway siamo volati in alto senza distruggerci e  entro le 4 ore e 30, grandi! Spero di rivivere questa esperienza che se ci penso mi salgono le lacrime agli occhi….Ragazzi funzionaaaa!!!!”

ROBERTO C. – Verona Marathon 2013
” Ho cominciato a correre molto tardi e solo grazie ai cortesi inviti della mia miglior amica e compagna di corse Cristina . All’inizio mi accontentavo di accompagnarla alle marce paesane della domenica in cui io corricchiavo nei tragitti più corti e lei si sparava quelli più lunghi ,ma dopo qualche tempo mi accorgevo che tutto ciò non mi bastava più così ,di comune accordo, contattammo via internet Matteo che sul suo sito prometteva sia ai principianti come me ,sia a quelli di livello più avanzato un tipo di allenamento fino ad allora mai sentito che ci incuriosiva per i risultati cui potevamo, secondo lui, ambire senza ucciderci di fatica .Così è iniziata la nostra avventura con Matteo che già dopo pochi allenamenti assieme ci aveva conquistati con la sua simpatia e modi di fare che mettevano tutti i partecipanti a proprio agio pur essendo a livelli di preparazione diversi. Cristina aveva un sogno nel cassetto : fare almeno una maratona nella sua vita. L’amicizia e il desiderio di condividere questo traguardo con lei e un po’ per ambizione personale ,mi convinsero ad accettare la sfida che Matteo ci proponeva con tanta sicurezza. Verona è’ stata la città che ci ha offerto l’opportunità di metterci alla prova anche se, alla partenza, io e gli amici con i quali avevamo preparato la maratona, eravamo ancora un po’ scettici se seguire fin da subito il metodo “corri-cammina” mentre Matteo, da buon e paziente insegnante, dichiarava che avrebbe proseguito con il metodo Galloway. Dopo qualche km in cui io ed il gruppo continuavamo a superare ed essere ripresi da Matteo che appariva sempre fresco e pimpante decidemmo di abbandonare ogni riserva e di affiancarci a lui. Sembrava incredibile ,ma arrivammo al primo ristoro dei 10km senza quasi accorgercene prendendoci anche il tempo di bere un the e riprendere poi il nostro “cammino” senza problemi. Durante tutta la gara riuscivamo persino a scherzare tra noi, sempre più complici e rincuorati dalle tabella a bordo strada che ci indicavano i km già percorsi. Al trentesimo km una pioggia improvvisa non riuscì a spegnere minimamente la gioia che ormai si era impossessata dei nostri cuori sempre più motivati ed ancora pieni di un’energia che mai prima avevamo sperimentato , eppure eravamo davvero arrivati dove solo l’immaginazione ci aveva portato. Un passo dopo l’altro, alternando con regolarità e precisione le cadenze che Matteo ci dettava, arrivammo in centro città dove fummo accolti ,quasi come eroi ,da un pubblico caloroso che ci applaudiva ed incoraggiava. Non ci serviva altro per vincere quel po’ di stanchezza che comunque iniziava a farsi sentire ,eravamo troppo lanciati e convinti che la fantasia stava cedendo il posto ad una realtà sempre più vicina,ne sentivamo quasi” l’odore” assieme agli echi degli altoparlanti all’interno dell’ Arena che si facevano sempre più forti e distinti. Un ponte dopo l’altro e finalmente arrivammo nel centro storico attorniati da una folla sempre più numerosa , poi i primi gonfiabili ad annunciarci che il traguardo era davvero ad una manciata di metri. All’ingresso nell’Arena fummo accolti da uno speacker che annunciava i nostri nomi e da un tappeto rosso come fossimo atleti di fama nazionale….il massimo della gioia ! Avevo il cuore a mille, non ci credevo ancora mentre tagliavo il mio primo traguardo davvero importante , c’è l’avevo fatta ! Matteo  ci abbraccio’ tutti come dei figli che avevano appena superato un esame di maturità . L’emozione inimmaginabile ripagava alla grande qualche mese di allenamenti,sudore e determinazione nel perseguire il nostro obbiettivo,ma un grazie davvero di cuore lo rivolgo sicuramente a Matteo che ha mantenuto le promesse fatte all’inizio : “Dalla poltrona alla maratona ” non era solo un simpatico slogan ,ma una realtà per tutti coloro che ,come noi, ci abbiamo creduto. ”

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ALESSANDRO C. – Venice Marathon 2011
” Fatta. Dopo un annetto di riflessioni e 6 mesi di buon allenamento domenica 23 ottobre 2011 ho corso la mia prima maratona. Più di quattro ore di momenti da raccontare divertenti, eccitanti, ansiosi. Per tutto il tempo sono stato lì ad osservare cosa diceva il mio corpo, a convivere con dolori a muscoli sconosciuti, a bere ettolitri di Gatorade, a rimpiangere la Coca Cola, a trovare la forza di applaudire i vari gruppi musicali ad invidiare chi corre più velocemente, a guardare impaurito chi si ritira. Tralascerò tutte le informazioni tecniche, gli insopportabili gel, il fisiologico distacco dalla realtà dal trentesimo chilometro e mi soffermerò su una cosa sola: la gioia. In 42 chilometri sono tanti i pensieri che affollano la testa, dopotutto la corsa è una cosa intima, personale. Il giorno dopo i ricordi si affastellano ma uno in particolare sono molto legato: all’arrivo ho abbracciato forte la signora che aspettava gli atleti all’arrivo che subito spaventata mi ha chiesto se mi sentivo male. “ No” ho risposto, “sono solo felice”. . E la signora si è lasciata abbracciare, un abbraccio come quello di un figlio , che si tiene vicina sua mamma. E voltandomi ho visto le impronte delle mie mani sporche sulla schiena del suo maglione bianco. Se qualcuno sa come rintracciarla tramite l’organizzazione, vorrei pagarle la tintoria. E una volta al traguardo è arrivato l’amico con cui avevo preparato la corsa e giù un altro abbraccio fortissimo. E poi gli amici della squadra di calcio che erano venuti a vederci, e ancora abbracci. Dunque alla fin fine di questo si è trattato: serenità e gioia. Io credo che sia stata una delle 10 cose più belle che mi sono accadute nella mia vita, perchè dopo mesi di fatica, e garantisco tanta, sono riuscito in una piccola impresa a cui tenevo tantissimo. Quindi dico a tutti quelli che vorranno cimentarsi con questa grande corsa, provateci il gioco vale la candela. Ora voglio passare ai giusti ringraziamenti. A mia moglie e mio figlio che mi hanno sopportato in tutti questi mesi. Al mio amico Stilianos che ha corso la maratona per accompagnarmi. A Matteo Mastrovita e al metodo Galloway per i preziosi suggerimenti e per l’allenamento del giovedì.”

FRANCESCO P – Maratona di Sant’Antonio Padova 2011
“Domenica 17 aprile a Padova ho corso la mia prima maratona. In realtà non avevo affatto programmato gli allenamenti per correre la Maratona di Padova, ma quella di Trieste in programma per domenica 8 maggio p.v. La partecipazione a quella di Padova è nata da una provocazione di Adriano che in occasione di un allenamento settimanale mi dice molto semplicemente: “ma perché non facciamo insieme un lungo sfruttando il percorso della rinnovata Maratona di Padova?”. Effettivamente mi mancava ancora un lungo da 38 km per arrivare a Trieste più tranquillo, ma non avrei mai pensato di fare una maratona per prepararne un’altra…ma alla fine le idee semplici sono sempre quelle più efficaci. Detto, fatto. La sera stessa mi iscrivo on line et voilà, sono iscritto anche a Padova, pettorale 2768. Domenica 17, dopo una nottata passata in bianco o quasi per il pensiero di affrontare i 42 km, ci ritroviamo entrambi verso le 7.15 alla partenza di Campodarsego insieme a centinaia di altri atleti più o meno forti, e davanti a tutti un nutrito gruppo di atleti diversamente abili, handbikes, accompagnatori di ciechi etc. Il tempo è fantastico: pieno sole con temperatura fresca, ideale per correre le lunghe distanze. In più un bel venticello che ci accompagna senza disturbare. Partiamo finalmente e prendiamo come punto di riferimento i palloncini delle 4h e 30, anche se ci imponiamo da subito una cadenza di 1 minuto di camminata ogni 3km di corsa, già sperimentata con successo in occasione di un altro lungo di 35. Il percorso si snoda per i primi 30 km lungo il cosiddetto Reticolato Romano, ovvero un quadrilatero di strade dritte e un po’ monotone, che attraversa i paesi e le campagne di San Giorgio delle Pertiche, Camposampiero, Massanzago, Borgoricco (Mezza), Reschigliano. Ad ogni paese troviamo una festa, con tanto di banda, oppure gruppi di giovani rocchettari che suonano a tutto spiano. Ai lati i bambini ti chiedono di battere il “cinque” e tutti ci incitano a continuare e ci sostengono convinti. Notiamo subito anche la perfetta organizzazione, ad ogni strada che incrocia il percorso della maratona ci sono gli uomini della Protezione Civile e ad ogni ristoro troviamo in sequenza; acqua, the, integratori e infine biscotti, banane, fette di arance o limoni. Notiamo anche che ad ogni ristoro era stato predisposto un tavolo per i TOP RUNNERS, ma quando passiamo noi lo stanno già smantellando…. Tra un ristoro e l’altro invece gli spugnaggi, ma per fortuna il caldo non è affatto eccessivo. Raggiungiamo così insieme i primi 10km , la mezza (e qui superiamo un vecchietto che corre…all’indietro ?!!) e poi avanti fino ai 25 e poi ancora i 30, quasi sempre ad una media di 6 e 20 circa. Raggiunto il 30° km siamo nuovamente al punto di partenza di Campodarsego. Da qui cominciano gli ultimi 12 km lungo la Statale del Santo, ovvero giù in direzione sud verso Cadoneghe,dritti fino a Padova. La fatica comincia a farsi sentire e pensando che si tratta comunque di un allenamento cerco di non pensare che dopo tutta quella strada devo ancora fare bene o male altri 12 km e correre per almeno un‘altra oretta abbondante. Parlo con Adriano e gli dico che se preferisce allungare l’andatura può pure spingere e correre da solo fino al traguardo e infatti al ristoro del 30° km allunga deciso e ci separiamo. Sono in crisi. Cerco di mantenere una cadenza costante ma non ci riesco e decido di fare tratti più lunghi di camminata alternati a tratti di corsa, ma la stanchezza mi toglie lucidità e il passo si fa sempre più pesante. Il polpaccio della gamba sinistra si indurisce, ma riesco a scioglierlo con una breve sosta. Sono convinto di potercela fare e decido di proseguire in un modo o nell’altro. Attorno a me altri concorrenti vivono la stessa situazione, chi cammina , chi cerca di ripartire, ma tutti bene o male proseguono e guardiano avanti alla disperata ricerca del prossimo cartello chilometrico. 33, 34, 35 la strada non finisce mai, e ad un certo punto mi impongo di ripartire di corsa senza fermarmi più. E’ la svolta; ripenso agli allenamenti invernali, alle marce domenicali, alle uscite con il gruppo e ai preziosi consigli di Matteo Mastrovita… tutti questi pensieri mi aiutano ad attingere fino in fondo alle mie riserve e finalmente, passato un ponte a Cadoneghe vedo in lontananza l’autostrada e dietro ancora le porte di Padova! Ci siamo, non mi fermerò più. Raggiungo la periferia di Padova sempre di corsa e affronto gli ultimi 4 km in città, a quell’ora semi deserta. Sto correndo lungo il binario del filobus e piano piano supero tutti quelli che ho davanti, evidentemente più in crisi di me. Poco prima del 40° km l’ultima fatica il punte sulla ferrovia e infine gli ultimi “trionfanti” 2 km sul pavè del centro della città: piazza delle Erbe, Sant’Antonio e infine PRA’ DELLA VALLE, in mezzo al pubblico rimasto che ti incita a correre gli ultimi metri….mi sembra di volare….e cosa per me assolutamente imprevista… mi commuovo. Taglio il traguardo dopo 4ore e 37 minuti di fatica, vedo subito Adriano e insieme festeggiamo la nostra impresa. Non ci posso credere, sono arrivato alla fine di una maratona, una vera maratona!! PURA FELICITA’ Grazie ad Adriano che mi ha accompagnato e incitato Grazie a Matteo e al metodo Galloway, senza di loro non avrei mai cominciato a correre! Grazie a tutti quelli che corrono una maratona per motivi di solidarietà quando li vedi in azione e intuisci le loro motivazioni, tutti i tuoi problemi diventano poca cosa in confronto.”

MICHELA R. – Venice Marathon 2010
“A me il volantino l’ha portato a casa mio marito, l’ha visto in un negozio e conoscendo la mia passione per la corsa me l’ha portato a casa. Certo, le mie erano corsette in tranquillita’ niente di che, ma dopo la serata conoscitiva mi sono detta “perche’ no”? Io che corro sempre da sola ho scoperto che farlo in compagnia passa meglio e si sente meno la fatica; tra una battuta e l’altra i chilometri scivolano via e poi si fa amicizia con persone nuove e si ritrovano, come nel mio caso, vecchie conoscenze giovanili come Paolo che abitava al mio paese. Poi quasi subito e’ arrivata la provocazione di Matteo “Dai che ci iscriviamo a Venezia, ce la faremo tutti !”; in un momento che poi per molto tempo ho considerato di follia l’ho fatta ma nel corso dei mesi, a mano a mano che i chilometri e l’impegno aumentavano, quanti dubbi ho avuto di non farcela mai ! A dirla tutta i miei compagni di avventura involontariamente mi scoraggiavano, erano tutti cosi’ piu’ veloci, cosi’ piu’ orientati al risultato, cosi’ piu’ convinti, cosi’ piu’ tutto di me…! Mi sentivo insomma il fanalino di coda del gruppo, pero’ poi mi sono detta che ci vuole anche quello, che non si puo’ essere tutti primi e cosi’ l’ho messa sul piano della sfida personale, un modo per mettere alla prova me stessa, il mio fisico, la mia forza di volonta’ e la mia capacita’ di impegnarmi. Gli amici della running sono stati sempre tutti carini e disponibili con me, forse anche perche’ ero l’unica donna del gruppo, con i loro incoraggiamenti e anche nelle mezze maratone estive fatte insieme in cui si adeguavano al mio ritmo…o almeno ogni tanto si giravano per vedere se c’ero ancora ! Certo non e’ stato facile, piu’ passava il tempo e aumentava il ritmo piu’ nella mia testa sentivo la pressione e qualche volta questo prevaleva sul divertimento ma anche aumentava la determinazione di esserci in qualunque modo e a qualsiasi costo. Cosi’ domenica 24 ottobre 2010, nel serpentone umano che si snodava lungo la Riviera del Brenta, insieme a Francesco con cui sono stata davvero bene, alla pari diciamo, e al coach Matteo Mastrovita che con la sua simpatia e allegria ci ha sempre incoraggiato e sostenuto, ho cercato di assaporare l’atmosfera di un a maratona, l’allegria dei complessini che suonavano per strada, la gente che applaudiva, i bambini che battevano il 5, i biscotti e i pezzetti di banana man giati ai ristori col fiatone e tutta la colorata varieta’ di chi correva intorno a noi, con i fisici non sempre atletici ma con tanta passione. Quando al trentesimo chilometro il mio ginocchio gia’ dolorante da qu alche tempo ha iniziato a fare veramente male, ho avuto l’affetto di Francesco che ad ogni punto medico mi cercava il ghiaccio spray e di Matteo che mi incoraggiava e cosi’ mi sono detta che non potevo assolutamente mollare, che ci dovevo arrivare ad ogni costo a Venezia, che me lo meritavo. E Venezia e’ arrivata, con le mie faticose 5 ore e 13 ma con tanta tanta soddisfazione per questo incredibile inimmaginabile obiettivo raggiunto, per avere dimostrato a me stessa che l’impegno alla fine paga davvero ed e’ stato emozi onante tagliare il traguardo attorniata dai bambini dei villaggi SOS che sventolavano le bandane arancioni con la loro grande e contagiosa allegria. Non so se di maratone ce ne saranno ancora, e’ presto per pensarci, al momento mi godo questa e in camera ho messo il pettorale e la medaglia che ad indossarli vi assicuro che danno piu’ soddisfazione di un abito firmato. Ancora grazie a tutti voi, vi abbraccio uno ad uno”

FRANCESCO D.C. – Venice Marathon 2010
“Sto bevendo un caffè al bar sotto casa e vedo un volantino “Vieni a correre con noi”, c’è una foto con dei ragazzi che corrono (in realtà più ragazze che ragazzi) e l’invito ad una serata di presentazione. Sono passati 9 mesi in cui grazie a Matteo Mastrovita e ad un gruppo di amici che forse all’inizio non mi sarei scelto ma che mi hanno dato davvero tanto, un po’ alla volta ho prima accettato questa follia della maratona, poi l’ho fatta diventare concreta arrivando ad agosto a fare 30km, poi ci ho malincuore rinunciato e alla fine domenica non so ancora come (ma so grazie a chi) ho capito a sorpresa che invece ce la potevo ancora fare e l’ho fatta. Mi devo ricredere, ora posso confessarlo, io un po’ lo snobbavo perché alla fine è pur sempre una gara e invece Jeff Galloway ha veramente capito tutto, bando all’orgoglio si può essere veramente veramente felici facendo la maratona in 5.12.52 (e non credo siano solo le endorfine), non so se lo avrei capito se l’avessi fatta anche io come speravo quest’estate in 4.30. Spero ci saranno in futuro maratone da 4.30 e magari anche da 4.00 ma questa è stata proprio una gran lezione”